SS. Sacramento
vicolo della pineta, 3 - Mestre - Tel. e Fax 041 611021 e-mail: s.mgoretti@patriarcatovenezia.it

 

 

Arturo Pedrazzi, diacono

 

Col cuore in mano

18 ottobre 1986
Mi rivolgo a voi, amici di S. M. Goretti. A voi che con tanta simpatia e incoraggiamento mi avete sostenuto in questo mio cammino verso il diaconato. […]
Non è stato sempre facile capire i segni che mi indicavano la strada del Diaconato permanente. Il primo segno di questa comprensione l’ho avuto dalla mia famiglia. Mi è molto caro dirlo, non per un senso di orgoglio, ma perché è stata il contesto di un “SI” che io avevo nel cuore.
Quando a chiamare è il Signore non è più possibile dire di no.
Una grande gioia, debbo riconoscerlo, mi viene anche dal rapporto che ho con la Comunità. Con voi cari amici.  La “Comprensione” dei Segni è anche comunitaria e si rileva nell’atteggiamento che abbiamo gli uni verso gli altri.  Essa è attesa, speranza, fiducia, guida, giudice.
Per tutto questo sento veramente nel cuore la necessità di ringraziare il Signore e voi tutti per avermi aiutato a capire questa svolta della mia vita. […].

 

La pensione

Marghera, 28 giugno 1993

Con l’immediata pace della mente
torno con la fantasia alla terra.
Mille anni da adesso
per cercare ciò che resta
della mia esistenza.
Ognuno
racchiude in sé pensieri
che hanno il potere di dare
immediatamente la pace
Non sarò mai più lo stesso
è vero
dopo aver esperimentato il rigore
della prova fisica.
Il momento di accettazione,
di tutto ciò che è,
comunque,
è meglio di mille anni.
La mia vita,
come tutta la creazione,
è stata un dono
una benedizione
un mistero da contemplare,
da guardare con meraviglia
da assaporare
da ritrovare …
Io,
compagni,
ora sento l’amicizia sognata
non più come affannoso pensiero.
La voce di ognuno di voi
mi ridonda,
piena, vicina, vera, profonda
e così sarà per sempre.
Gusterò
la liberazione dal “Cartellino”
e l’orologio timbra tempo.
Gusterò,
ringraziando e lodando
il mio Dio:
Benedicendo, nel suo nome,
quanti
nella dura via
ho incontrato.
Grazie a tutti!
Arturo

 

Alla mia carissima Onorina

Marzo 1999
Tanti giorni separati: è stato un duro calvario. La malattia però è un legame grandissimo anche se indesiderato. Ti ho sentita vicina con tutta la tua preoccupazione, attenzione di chi ama veramente e tu hai questo bel vizio. Il Signore sa quanto la sofferenza lega.  Fa riflettere e toglie dalla monotonia di tutti i giorni. Saggia dentro il nostro cuore la verità.
Quando l’amore è vero riflette la luce divina portando gioia, ammirazione, pace. Non dico grazie per quello che fai per me. Credo sia naturale e un piacere che va ad arricchire la tua anima davanti a Dio. Lui ti saprà dire meglio grazie perché hai aiutato un suo figlio. “Quello che hai fatto ad uno di loro, lo hai fatto a me”. Per questo mi sento privilegiato perché tu ed io abbiamo capito questo. La nostra vita in comune ha avuto momenti duri, difficili però eravamo coscienti che con il sacrificio e la sopportazione si poteva con l’aiuto di Dio superare qualsiasi prova. “Dio vede, Dio provvede”. Dio Padre conosce le nostre necessità. Questo modo di pensare l’abbiamo sempre avuto nel cuore, insegnamento delle nostre famiglie. Ci dicevano: fai e vedrai che sarai contento, non stare in ozio. Più o meno stancamente ascoltavamo. Alla radice c’era la speranza. Ti ricordo in modo continuo. Il mio pensiero corre a quando verrò a casa e potremmo stare insieme. Nulla sarà cambiato ma la pianta avrà dato i suoi frutti. Non sarà una ripetizione perché l’amore è come la Parola di Dio, è sempre rinnovatrice.  Sarà una dimostrazione di solidità della nostra vita di coppia: siamo l’un per l’altro. E sempre nella bella sorte perché non ci può essere il contrario. Ogni difficoltà ci consolida nel nostro indistruttibile amore. Siamo la casa costruita nella roccia: siamo la coppia più bella e i nostri figli lo confermano. Quante volte abbiamo visto che stiamo andando controcorrente.  Sembriamo diversi anche se poi constatiamo che il fumo negli occhi noi non l’abbiamo. Siamone orgogliosi perché il Signore ci vuole così veri, tribolati ma leali. Trasparenti in tutto il nostro modo di essere. Il Signore ti benedica sempre. Ci faccia vivere tanti anni ancora in compagnia e… anche di qualche nipote.
Con affetto t’abbraccio.
Tuo Arturo

 

Preghiera

O Gesù Salvatore, quest’anno mi sono trovato a percorrere la via del Calvario assieme a Te.
Nel mio stato d’animo ho sperato di essere un buon ladrone in cerca della tua comprensione, io, incallito peccatore. La via dolorosa è l’ospedale.
Lungo la via tormentosa ho trovato tanta solidarietà per la fede in Te, unico guaritore, e affettuosità umana da parte di questa comunità.  Per questo le mie preoccupazioni si sono lenite e oggi si festeggia una Pasqua gioiosa.  L’accettazione e la disponibilità da parte mia, sono stati i cardini di questa esperienza vissuta nello Spirito dopo la violenza subita per l’intervento inaspettato.
Riconosco che nel mio cuore non c’è stata rassegnazione, anche se la strada era obbligata.  Ho capito, in quei momenti, che la mente umana, nella fede, va ben oltre i limiti consentiti. Lo Spirito Santo mi è stato vicino, mi ha reso ladrone recuperabile qui ancora in questa vita.
Per questo imploro, assieme a voi, lo Spirito Santo Paraclito perché aiuti i dubbiosi e sia sempre di sostegno ai malati terminali, agli anziani, perché la forza della fede non li abbandoni mai, Tu che sei via , verità e vita.

 

Vocazione

La ragione più alta dell’uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Come legge naturale, fin dal suo nascere l’uomo è invitato a questo dialogo.
[…] Gli apostoli erano pescatori del lago di Tiberiade e furono chiamati da Gesù di Nazareth; accolsero la sua chiamata, lo seguirono testimoni della sua preghiera, vissero con Lui.
[…] E’ la stessa chiamata per ognuno di noi?  C’è un tempo per la vocazione? La chiamata è continua?
La vocazione è un’elezione, una conversione, una risposta, un servizio.  Dio comunque chiama sempre, anche se la nostra vita ha conosciuto un periodo privilegiato.  Chi risponde è vicino a capire la propria vita… l’io, il mondo, gli altri.  Quante volte ci si ferma pigramente perché attratti da altre cose di cui il mondo è pieno.[…]

 

L’ultima preghiera

26 novembre 2006
Signore, ti offro il sacrificio della mia malattia.
Fa che possa essere vera, profonda e possa raggiungere la comprensione del cielo.  Ogni sacrificio vada a beneficio di chi soffre nel corpo e nello spirito: Adelaide, Vincenzo, Carlo ed il sottoscritto.

Questa Eucaristia mi sia di giovamento per la mia fede.

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