
Proprio nel vivere questa esperienza, nel ricercarla continuamente sta il segreto di una evangelizzazione sempre piena di entusiasmo, poiché lo Spirito della Pentecoste attende ancora oggi di rivelarsi, di rinnovare la Chiesa e attraverso di lei il mondo.
Evangelizzare è un atto di fede: è credere che Dio passa attraverso di noi. Solo se si manifesta Spirito si evangelizza; se non si manifesta, tutto diventa inutile.
Chiunque voglia agire nell’evangelizzazione deve sapere che questo, avviene, deve parlare e agire aspettando questa “epifania”, deve mettersi nell’atteggiamento di preparare l’avvenimento spirituale che non mancherà.
Questo vedere l’opera dello Spirito, vedere che Dio agisce attraverso la nostra debolezza, come in San Paolo, crea un entusiasmo inarrestabile: «non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie!» (1 Ts 5.19)
Non si può essere evangelizzatori, senza essere carismatici!
Non è affatto necessario essere membri del Rinnovamento Carismatico per annunciare il Vangelo, ma non si può essere evangelizzatori senza esercitare in pienezza i carismi, sia quelli più semplici e comuni, sia quelli straordinari che lo Spirito Santo desidera effondere per la gloria di Gesù il Salvatore: l’accoglienza, il servizio umile del lavare i piedi, l’amore evangelico che ci fa riconoscere come discepoli del Maestro, la fede che Dio può esaudire le preghiere che chiedono la guarigione fisica e spirituale, il parlare convinti che lo Spirito sa suggerire anche a noi le parole giuste per esortare, convincere, convertire... (cf At 4, 29-31; Mc 16, 17-20).
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